Pubblicato il 31/08/2026 - 6:09 CEST•Ultimo aggiornamento

Le Borse asiatiche hanno chiuso in territorio negativo lunedì 31 agosto, dopo che le dichiarazioni dai toni aggressivi del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh hanno spinto i mercati a temere un rialzo dei tassi negli Stati Uniti. Intanto, i prezzi del petrolio sono balzati in seguito a una nuova escalation militare nella guerra tra Stati Uniti e Iran.

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Con un aumento dei prezzi che resta elevato, soprattutto a causa dei costi dell'energia, la banca centrale statunitense è infatti sotto pressione per intervenire. Il rifiuto di Warsh di fornire indicazioni precise ha alimentato la sensazione di incertezza. Ma in un discorso molto atteso al simposio di Jackson Hole, che riunisce banchieri centrali ed economisti nel Wyoming, ha lasciato pochi dubbi agli operatori sulla sua disponibilità ad aumentare il costo del denaro.

Il presidente della Fed ha infatti dichiarato: "Dobbiamo essere certi che l'inflazione di fondo stia convergendo verso il nostro obiettivo, in modo chiaro e sufficientemente rapido. Altrimenti, abbiamo ancora del lavoro da fare". Ha quindi definito "preoccupante" l'impennata dei prezzi, con l'indice attualmente al 3,7% (quasi il doppio rispetto all'obiettivo del 2% della Fed). E ha aggiunto che gli riesce difficile descrivere le attuali condizioni finanziarie come "restrittive": un segnale che nuovi rialzi dei tassi possano essere appunto all'orizzonte.