I dati sull’aumento dei prezzi alimentari negli ultimi cinque anni elaborati da fattoquotidiano.it e Sole24Ore, da cui emergono rincari medi di quasi il 30% che pesano come un macigno sui bilanci delle famiglie meno abbienti, finiscono al centro degli attacchi delle opposizioni nella settimana della festa a Bari per festeggiare “il governo più longevo della storia repubblicana”. “Il fallimento della destra si vede nel carrello della spesa”, commenta il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto. “L’inflazione alimentare colpisce i più poveri con il 30 per cento in più in cinque anni. Non so cosa ci sia da celebrare per i 4 anni di Governo Meloni se il prezzo delle arance è arrivato a più 31 per cento. L’unica risposta è alzare i salari di chi lavora, ma alla destra interessa solo fare campagne ideologiche contro il salario minimo e inventarsi scenari apocalittici sull’invasione dei migranti per arginare Vannacci. Sono tecnicamente fuori dalla realtà”.

“Gli italiani spendono quasi il 30% in più per fare la spesa rispetto a 5 anni fa”, gli fa eco Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale ed eurodeputato del Pd. “Eppure la premier continua a vantarsi di successi che non esistono, sposta l’attenzione pubblica su fantomatici nemici e impiega tutte le sue energie per la legge elettorale, cioè per blindare se stessa e la sua maggioranza. Invece di parlare del nulla, Meloni torni nel Paese reale, dal suo fruttivendolo di fiducia che riprendeva per i post social. Si renderà conto che la realtà è molto diversa dai suoi comunicati”.