Anche manodopera minorile reclutata sul posto di lavoro. È una delle innumerevoli irregolarità riscontrate dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce in un giro di vite nel settore turistico-alberghiero in Salento in un periodo di lavoro in cui i fenomeni illegali raggiungono il picco annuale. Complessivamente sono diciotto le attività con irregolarità su venti ispezionate, cinque lavoratori in nero tra cui due minorenni, violazioni di norme su sicurezza e igiene, sette attività sospese e oltre 200mila euro di sanzioni.

Il giro di vite ha verificato il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e il contrasto di fenomeni di caporalato nel settore, con controlli che si sono concentrati a Melendugno, Otranto, Tricase, Castrignano del Capo, Salve, Ugento, Nardò e Porto Cesareo.

E i numeri che emergono dalle ispezioni sono preoccupanti: delle venti strutture controllate, in ben 18 – come detto – sono state rilevate irregolarità o violazione delle norme. In particolare, sono stati scoperti cinque lavoratori in nero tra cui due minori di sedici anni che non hanno assolto l’obbligo scolastico; sedici le contestazioni su 126 verifiche, per omessa sorveglianza sanitaria e mancata formazione dei dipendenti. E ancora assenza di documenti e protezioni tra cui la mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi, l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale e assenza di informazione ai lavoratori sui rischi ambientali, nonché violazioni delle regole in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.