Di: ATS/YR Più di 8 cantieri su 10 non rispettano le pause obbligatorie quando la temperatura supera i 33 gradi. È quanto emerso da un’indagine condotta da Unia: il sindacato chiede quindi norme vincolanti e la sospensione dei lavori fisici pesanti a partire da tale temperatura.A luglio, Unia ha intervistato 984 lavoratori edili di tutte le regioni della Svizzera in merito all’applicazione delle misure di protezione contro il caldo. Secondo i risultati presentati lunedì a Berna, solo il 18% degli intervistati beneficia sistematicamente delle pause di 15 minuti all’ora previste a partire dai 33 gradi. Per il 67% di loro tali pause non vengono mai concesse, mentre per il 15% solo “a volte”.La situazione non è molto migliore per quanto riguarda i luoghi di riposo. Solo un terzo (32%) dei lavoratori intervistati afferma di disporre sistematicamente di un luogo fresco dove trascorrere le pause. Un quarto non ne dispone e solo il 43% ne dispone occasionalmente.
Anche gli orari di lavoro non sono adeguati nella maggior parte dei casi: il 68% delle persone interessate indica che non sono stati anticipati, un adeguamento che consentirebbe di evitare le ore più calde. Secondo Unia, la gran maggioranza degli operai continua così a lavorare per l’intera giornata anche quando il termometro raggiunge i 39 gradi.






