Il primo semestre 2026 di BYD racconta due storie opposte. In Cina i numeri arretrano, con vendite domestiche in calo per colpa delle strozzature produttive sulla seconda generazione di Blade Battery, la batteria proprietaria del gruppo. All'estero, invece, il colosso di Shenzhen sta letteralmente esplodendo, trasformando l'export in un pilastro sempre pi� decisivo della sua strategia globale. � la conferma che la scommessa sull'internazionalizzazione, avviata negli ultimi anni, sta finalmente producendo i risultati sperati, anche a costo di qualche tensione sul fronte interno.

I dati diffusi dalla China Association of Automobile Manufacturers parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2026 BYD ha esportato 792.000 veicoli, un balzo del 67,8% su base annua. Le vendite oltre confine pesano ormai per quasi il 44% del totale del gruppo, un livello che pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile per un marchio nato quasi esclusivamente per il mercato interno cinese. Il presidente Wang Chuanfu si � detto fiducioso di poter superare l'obiettivo annuale di 1,5 milioni di unit� vendute all'estero, un traguardo che consoliderebbe definitivamente BYD come primo costruttore cinese per proiezione internazionale.