di

Vittoria Melchioni

I tre bambini tedeschi erano in vacanza in Alto Adige con i genitori. Giocando, si sono ritrovati bloccati su alcune rocce in mezzo al fiume, nella zona del ponte della Posta. A salvarli l'intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco

Doveva essere una domenica sera di vacanza, una passeggiata con mamma e papà lungo il Passirio, nel centro di Merano. Si è trasformata invece in un’avventura che tre bambini tedeschi, tra i 6 e i 10 anni, difficilmente dimenticheranno. E che, per fortuna, si è conclusa soltanto con un grande spavento. Erano da poco passate le 21 di domenica 30 agosto quando i tre, in vacanza in Alto Adige con i genitori, si sono ritrovati bloccati su alcune rocce in mezzo al fiume, nella zona del ponte della Posta. Raggiungere la riva da soli, con l’acqua che scorreva intorno, non era più possibile senza correre rischi. I genitori erano presenti, ma non potevano intervenire.

Il salvataggioAd accorgersi della situazione è stato un giovane del gruppo giovanile della Croce Bianca. È stato lui a dare immediatamente l’allarme, mettendo in moto la macchina dei soccorsi prevista per gli interventi in acqua lungo il Passirio. Quando i vigili del fuoco di Merano sono arrivati sul posto, hanno trovato già i carabinieri. E proprio uno dei militari non ha esitato: è entrato in acqua e ha raggiunto due dei bambini, riuscendo a portarli uno dopo l’altro al sicuro sulla riva. Restava il terzo, ancora bloccato nel fiume. A recuperarlo hanno pensato gli uomini del gruppo nautico dei vigili del fuoco di Merano, intervenuti con le attrezzature per il soccorso acquatico. Anche lui è stato raggiunto e riportato a terra senza conseguenze. Una scena concitata, documentata dalle immagini diffuse dai vigili del fuoco, nelle quali si vede uno dei piccoli stretto al suo soccorritore mentre viene riportato sulla sponda del fiume. L’intervento si è così concluso nel migliore dei modi: nessuno dei tre bambini è rimasto ferito. I vigili del fuoco hanno sottolineato la rapidità del giovane soccorritore nel comprendere il pericolo e la collaborazione tra tutte le forze intervenute. Una catena di soccorso partita da un ragazzo attento e conclusa, pochi minuti più tardi, con tre bambini di nuovo tra le braccia dei genitori.