Bergamasco, classe 1999, sono diplomato al Liceo Scientifico dal 2018 e laureato in Lettere Moderne dal 2022. Atalantino da sempre.

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talanta-Bologna non è solo un caldissimo asse di mercato di questo fine agosto, ma anche uno dei posticipi della 2° giornata della Serie A 2026/27. Concluso il ciclo di Vincenzo Italiano, in estate i rossoblù si sono affidati a Domenico Tedesco, all’esordio su una panchina italiana a dispetto della nascita a Rossano (Cosenza): le amichevoli estive e la sconfitta all’esordio in campionato con la Lazio, a mercato ancora aperto, non sono sufficienti a delineare un quadro troppo preciso della struttura strategica e tattica dell’ex allenatore di Schalke 04 e Lipsia, ma qualche meccanismo ricorrente è già emerso. Sulla lavagnetta, il modulo di base non si discosta troppo dal 4-3-3 provato diverse volte dallo stesso Italiano nel 2025/26. Tra i pali, il titolare è ancora Skorupski – complice il calo di rendimento del polacco e gli acciacchi fisici, non è da escludere che nel corso della stagione venga soppiantato dal 18enne di Alzano Lombardo Massimo Pessina -: da sempre titubante nella distribuzione del corto sui piedi, Skorupski è un estremo difensore ancora da Serie A per quello che riesce a parare, non per quanto aiuti a manovrare. È proprio nel come gestire la prima costruzione che risiede la differenza più marcata tra il Bologna che fu e il Bologna di Tedesco. Quello del Bologna è a tutti gli effetti un doppio play: a Brighton e con la Lazio, i deputati ad abbassarsi sulla linea o vicino ai difensori sono stati El Azzouzi e Ferguson. Il marocchino, in fase di possesso, ha molti punti di contatto col nostro Gaetano: più in difficoltà se deve smarcarsi per giocare a muro o distribuire a un tocco quando riceve spalle alla porta, a suo agio e con ottima personalità quando può vedere la porta avversaria e accelerare la manovra con verticalizzazioni anche ambiziose. Considerata l’assenza del marocchino, non mancherà l’appoggio in regia dello scozzese: dagli inizi come trequartista all’evoluzione come mezzala, la duttilità tattica di Ferguson ha raggiunto un ulteriore stadio, allargandosi spesso sul centrosinistra per alzare il più possibile il punto di ricezione di Miranda (terzino sinistro con gran piede per il cross, tenuto assai lontano dalla propria area anche in fase difensiva) e compensare le rotazioni che si innescano sulla fascia).