Il club tedesco della mobilità, ha esaminato i diversi sistemi Child presence detection Cpd, indiretti e diretti, e ne ha testato l’efficacia. Ecco il risultatoIl club tedesco della mobilità, ha esaminato i diversi sistemi Child presence detection Cpd, indiretti e diretti, e ne ha testato l’efficacia. Ecco il risultatoLasciare un bambino o un animale domestico all'interno di un'auto parcheggiata, specialmente nei mesi estivi, può trasformarsi in una tragedia nel giro di pochissimi minuti. Neonati e piccoli non possiedono ancora la capacità di regolare la propria temperatura corporea e, trovandosi bloccati nell'abitacolo, rischiano danni fisici irreparabili o la morte per colpo di calore.Per arginare questo fenomeno, l'industria automobilistica sta integrando sempre più frequentemente i sistemi di rilevamento della presenza di bambini, noti con l'acronimo Cpd (Child presence detection), progettati per avvisare chi guida o i passanti se qualcuno è stato dimenticato a bordo.Il ruolo della tecnologiaUn'indagine condotta dal club automobilistico tedesco Adac, rilanciata dal Tcs elvetico, ha messo alla prova l'efficacia di queste tecnologie, distinguendo tra due approcci costruttivi principali, ovvero quelli indiretti e quelli diretti.I primi si limitano a incrociare dati di utilizzo del mezzo, come l'apertura delle portiere posteriori prima di partire, lanciando un semplice promemoria visivo al momento di spegnere il motore.I sistemi diretti, invece, impiegano sensori interni capaci di intercettare piccoli movimenti nell'abitacolo, persino il minimo sollevamento del torace legato alla respirazione di un bimbo addormentato.Attenti alla posizione del seggiolinoDurante i test, condotti con manichini che simulavano un neonato e un bimbo di un anno, oltre alla presenza di un cane, le tecnologie a rilevamento diretto hanno mostrato un'ottima affidabilità sul bambino più grande seduto nel senso di marcia.Le vere insidie tecniche sono emerse con l'ovetto posizionato in senso contrario alla marcia. Nessun sistema diretto è riuscito infatti a rilevare in modo impeccabile il manichino del neonato, incontrando minori difficoltà solo quando il seggiolino era fissato con le cinture di sicurezza rispetto agli attacchi Isofix. Una criticità legata proprio alla debolezza dei movimenti respiratori e alla schermatura offerta dalle strutture dei seggiolini.Le tipologie di allarmiVaria è anche la risposta degli allarmi: si va dal segnale sul cruscotto all'invio di notifiche sullo smartphone, fino all'attivazione di clacson, quattro frecce lampeggianti e, nei casi più evoluti, dell'aria condizionata a motore spento per abbassare la temperatura interna e guadagnare tempo prezioso in attesa dei soccorsi.Infine, gli esperti di mobilità del Tcs ricordano che un veicolo non va mai lasciato con bambini o animali a bordo, nemmeno per una sosta di pochi minuti, poiché l'effetto serra nell’abitacolo può manifestarsi anche con temperature esterne apparentemente miti.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Bambini dimenticati in auto: la tecnologia salva-vita alla prova dei test dell'Adac
Il club tedesco della mobilità, ha esaminato i diversi sistemi Child presence detection Cpd, indiretti e diretti, e ne ha testato l’efficacia. Ecco il risultato







