È quasi sempre così. Ci sono notizie che nell’instante in cui vengono condivise in rete funzionano da interruttore per accendere la curiosità degli utenti. Inoltre, quanto più la notizia ha una sua intrinseca carica di emotività, buona o cattiva non importa, tanto più diventa capace di traslocare l’utente verso la fonte originaria: i canali social dei protagonisti, come è successo ancora dalla mattina del 29 agosto agli account di Alessandro Di Battista. È un istinto irrefrenabile, al quale non riusciamo a resistere, che ci travolge piacevolmente perché è profondo il desiderio di sentirci parte di quella storia, di pensarsi come co-protagonisti e accontentarci anche di pezzettino. È questa spinta alla condivisione emotiva, che cela una quota di umano voyeurismo digitale, a far crescere a ritmi incalzanti gli account social, anche quelli dell’ex parlamentare pentastellato. È stato sufficiente che online diventasse virale in poche ore la notizia del malore e del ricovero per convertire l’utente in nuovo follower. Così, l’account Instagram in solo due giorni ha aumentato la sua fanbase di 32.074 nuovi follower, mentre nel mese precedente l’incremento totale dei follower non aveva superato la soglia dei 4.000. La stessa dinamica è stata registrata anche dalla pagina Facebook di Alessandro Di Battista. Infatti, nei trenta giorni precedenti l’incremento dei follower è stato di poco inferiore agli 8 mila, a dispetto del risultato incassato nei due giorni successivi, quindi dal 29 al 30 di agosto con la diffusione della notizia del malore e delle condizioni gravi, che ha generato una crescita di 8.819 nuovi seguaci. Questa dinamica, molto probabilmente, continuerà con una diversa intensità anche nei prossimi giorni, ma c’è da scommetterci che sarà coerente con l’evoluzione del quadro clinico e di un possibile rientro in Italia.