di
Daniela Polizzi
Giovanni Ferrero alla presidenza della holding, nascono le macroaree «core» e «gelati e cereali», affidate ai manager Nervegna e Civiletti
Ferrero cresce ancora e vede ormai il traguardo sopra i 25 miliardi di ricavi, grazie all’acquisizione negli Usa di WK Kellogg Co. E riorganizza la governance per affrontare le nuove sfide. Ferrero international si muove e — anche in funzione dei futuri passaggi generazionali tra manager — apre un nuovo capitolo della sua storia. Il gruppo con sede ad Alba domani terrà infatti a battesimo la nuova struttura di governance. Nascono ufficialmente due divisioni che si focalizzeranno sulle sfide future. È un nuovo schema «pensato per consolidare la competitività nel settore dei prodotti dolciari confezionati», aveva spiegato l’azienda che ha identificato due nuovi ruoli che riporteranno direttamente a Giovanni Ferrero. Da presidente esecutivo l’imprenditore diventa presidente di Ferrero International, holding del gruppo che governa attività con un fatturato che a fine agosto del 2025, ultimo bilancio disponibile, ha chiuso a 19,3 miliardi. Ferrero continuerà a disegnare le strategie di lungo periodo, lo sviluppo con al centro l’m&a che lo ha reso protagonista sui mercati. Insomma, la rotta rimane saldamente nelle sue mani: stabilirà la traiettoria della nuova dimensione aziendale che sta creando. Annunciata a marzo, la nuova governance ha avuto il tempo necessario per diventare operativa. Non è un cambio brusco, ma un lungo affiancamento tra i manager, nel segno della continuità. Nel dettaglio, l’attuale ceo del gruppo Lapo Civiletti — classe 1961, il primo manager esterno cui la famiglia Ferrero aveva affidato la guida della multinazionale quasi dieci anni fa — assumerà il ruolo di presidente dell’americana WK Kellogg Co e di Ferrero Ice cream, il polo dei gelati tra Stati Uniti ed Europa. Si tratta di prodotti che escono dal perimetro tradizionale che necessitano governance dedicata e un forte coordinamento.






