di
Roberto De Ponti
L'erede del frontman dei Queen: «Lo conobbi quando si chiamava ancora Freddie Bulsara, con lui ho imparato ad amare senza possedere. Ascoltando "Somebody to love" capii che era finita, ma lui mi volle sempre al suo fianco»
L’ispirazione è venuta da un baule in soffitta. Dal suo contenuto, quaderni, fogli pieni di appunti e di note e di testi scritti a volte d’impulso, a volte con meticolosa precisione. E dall’ondata di emozioni che quella scoperta ha scatenato.
«Aprire quel baule, una mattina di quattro anni fa, mi ha riaperto un mondo. Una vita. Ho ritrovato i testi delle canzoni di Freddie. Li avevo impacchettati io stessa nel 1985, quando c’è stato il trasloco a Garden Lodge, e me n’ero completamente dimenticata. Quando ho ritrovato il baule, e l’ho aperto, improvvisamente mi è tornato in mente tutto. Tutto. E sa una cosa? Mentre riordinavo i fogli, nella testa mi girava continuamente una canzone: Don’t Stop Me Now».











