Suicidio assistito

Ambrogio

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«Sono stanco, non ne posso più». Domenico Zuccarella lo ha detto a un giudice il 23 giugno, in un’udienza convocata perché la domanda depositata all’Asst Ovest Milanese l’8 novembre 2025, era ferma. È morto il 25 agosto. Fra la richiesta e l’attuazione sono trascorsi 290 giorni, contro i 145 che Regione Lombardia si era data come tetto massimo nelle linee guida del 13 maggio.

Quel raddoppio andrebbe letto come il vero atto politico della vicenda. Dal 2019 la Corte costituzionale ha stabilito a quali condizioni aiutare un malato a morire non sia punibile; il Parlamento non ha legiferato e le Regioni hanno riempito il vuoto con circolari che nessun elettore ha votato. Dentro un vuoto simile il tempo lavora meglio di qualunque divieto, perché una malattia degenerativa non aspetta i supplementi istruttori di un comitato etico. A chi quel diritto non lo voleva non è servito proibirlo. Bastava non regolarlo.