HomeEsteriL’eco di Crans-Montana. Tajani invia una task force. Meloni: "Fare piena luce"Una squadra guidata dall’incaricato d’affari a Berna assisterà le famiglie. Il ministro degli Esteri svizzero Cassis: "Immediata assistenza nelle indagini" .Agenti di polizia armati pattugliano l’area nei pressi dell’ippodromo di Schachen, ad Aarau, dopo la sparatoriaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Giulia Prosperetti

La Svizzera mette le mani avanti, l’Italia non perde tempo. Nel solco dei rapporti già tesi tra i due paesi, l’indagine sulla sparatoria all’Aarauer Rave, nel Canton Argovia, non ammette errori. Ieri, la notizia della morte di Maria Spinelli, 22 anni, ha fatto subito scattare una telefonata del capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Svizzera, Ignazio Cassis, ad Antonio Tajani. Cassis – fa sapere la Farnesina – ha espresso "solidarietà" offrendo la "piena e immediata assistenza nelle indagini per la cattura del colpevole e per le verifiche sugli eventuali ulteriori italiani che fossero presenti tra i feriti". Poco dopo l’annuncio dell’invio ad Aarau di una ‘Task Force italiana’ composta dall’incaricato d’Affari a Berna e dal funzionario di collegamento della Polizia di Stato con l’obiettivo di "assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria" e di "seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in raccordo con le autorità svizzere". Se, come spiegano fonti del ministero degli Esteri, l’invio delle figure di riferimento dell’ambasciata rappresenta un’azione "di routine" in casi del genere, sulla risposta italiana (e sull’enfasi posta su di essa dal governo) ricade il peso di Crans Montana. Gli sviluppi della vicenda sono seguiti con attenzione da Giorgia Meloni che ha detto di "confidare nel lavoro delle autorità svizzere per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili". Parole che si scontrano con l’opaca gestione delle indagini condotte dalle autorità vallesane sul rogo a Le Constellation, fortemente criticate dall’ambasciatore italiano Lorenzo Cornado, richiamato a Roma il 24 gennaio in seguito alla decisione del tribunale di Sion di scarcerare Jacques Moretti. Palazzo Chigi aveva chiesto a Berna di adottare "provvedimenti rispettosi" che tenessero "pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie". Dopo una breve distensione dei rapporti diplomatici lo scorso aprile, con il rientro in Svizzera di Cornado, le tensioni sono tornate ad acuirsi sulla scia della richiesta all’Italia, con tanto di fatture inviate alle famiglie dei ragazzi feriti, di un rimborso di oltre 100mila franchi per le cure prestate. "Maladresses" aveva tagliato corto il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin. Insomma solo una mancanza di tatto dovuta alla burocrazia elvetica, poi tamponata.