Di: SRF/Radiogiornale-Manuel Ferrari/DC A causa dell’estrema siccità degli scorsi mesi, il livello di molti fiumi è sceso drasticamente. Al contrario, la quantità d’acqua consumata dalla popolazione - e che di conseguenza finisce nelle reti fognarie - è rimasta pressoché costante. “Se la portata naturale di un corso d’acqua cala mentre il volume scaricato dai depuratori rimane invariato, la quota di questi ultimi, matematicamente parlando, risulterà superiore”, spiega alla SRF Martin Märki, esperto di protezione delle acque presso l’Ufficio cantonale dell’ambiente di Argovia. da inquinanti e nutrienti”Si tratta di una situazione che sui fiumi di grandi dimensioni, come la Limmat, ha un impatto trascurabile. Diverso è invece il discorso per i corsi d’acqua più piccoli, ai quali sono collegati uno o più impianti di depurazione. “Nel Canton Argovia abbiamo registrato casi in cui, a causa della siccità estiva, l’acqua in uscita dai depuratori rappresentava ben l’80% della portata complessiva del fiume. E questo è un problema”, evidenzia Märki. “Nonostante il trattamento, le acque reflue sono ancora contaminate”, precisa Michael Mattle, esperto di trattamento delle acque reflue. https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Scopriamo-come-il-clima-altera-gli-equilibri-naturali-invisibili-nei-nostri-laghi--3828386.htmlGli inquinanti sono meno diluitiLa quantità di sostanze che non vengono completamente filtrate e che di norma nei fiumi subiscono una forte diluizione è rimasta così al di sopra dei livelli di guardia. Gli effetti di questo fenomeno - sebbene le analisi dettagliate siano ancora in corso - sono già visibili in diversi punti.“Alcuni elementi chimici hanno favorito una proliferazione anomala di alghe. Si tratta di un processo alimentato dalle temperature elevate e dal rallentamento della corrente, che hanno ricreato condizioni più simili a quelle di uno stagno che di un fiume”, prosegue Märki. “Le centrali nucleari, quando la temperatura di un fiume raggiunge un certo livello spengono i reattori per non mettere in pericolo fauna e flora acquatica. ”.https://rsi.cue.rsi.ch/info/dialogo/Un-florido-ecosistema-nel-lago-in-secca--4014562.htmlCome intervenire sui depuratori?“Queste strutture sono progettate per gestire determinati volumi d’acqua, di conseguenza non è possibile intervenire tempestivamente. Inoltre, molti depuratori non sono ancora dotati del quarto stadio di pulizia, che permette di eliminare i microinquinanti che oggi finiscono ancora nei fiumi”, spiega Felix Kreidler, presidente dell’Associazione degli impianti di depurazione delle acque del Canton Argovia.In Svizzera entro il 2040, 140 impianti dovrebbero essere in grado di rimuovere anche le impurità più piccoleKeystoneUn programma di ammodernamento a livello nazionale è comunque in corso da circa dieci anni. Secondo i dati federali, alla fine del 2024 si contavano quasi 40 impianti aggiornati. Entro il 2040, l’obiettivo è fare in modo che un totale di 140 strutture in Svizzera sia in grado di rimuovere i microinquinanti più critici.In quest’ottica, secondo Kreidler, la soluzione ideale sarebbe dismettere i piccoli e vecchi impianti locali a favore di nuove strutture all’avanguardia e centralizzate, situate nei pressi di grandi fiumi per garantire un’efficace diluizione. Il Governo argoviese, per esempio, intende promuovere proprio il consolidamento della rete: l’obiettivo futuro è dimezzare le strutture, passando dalle attuali 41 di piccole dimensioni a soli 20 grandi impianti regionali.