Ci sono serate che non sono semplicemente serate. Ci sono momenti che vanno oltre una presentazione, oltre una passerella, oltre i nomi pronunciati uno dopo l’altro davanti a un pubblico. Sono istanti nei quali una città e la sua squadra si ritrovano, si riconoscono, si stringono idealmente la mano e scelgono di ripartire insieme. Per l’Acireale Fc è stata una di quelle notti. Una festa tinta di granata, vissuta davanti ai propri tifosi con l’entusiasmo, la passione e quella dose di romanticismo che soltanto il calcio, quello vero, riesce ancora a regalare. La presentazione della squadra è diventata così molto più di un appuntamento di inizio stagione: è stato il primo abbraccio ufficiale tra il nuovo Acireale e la sua gente.
ABBRACCIO. Una piazza che ha accolto i protagonisti della stagione con calore, trasformando ogni ingresso, ogni nome e ogni applauso in una promessa. La promessa di esserci, di accompagnare la squadra, di soffrire e gioire insieme. Perché una maglia non è soltanto un tessuto, e il granata, ad Acireale, non è soltanto un colore. È memoria, appartenenza, orgoglio. È quel filo invisibile che lega generazioni diverse e che, sera dopo sera, continua a unire chi scende in campo a chi canta dagli spalti. Sul palco è salita la squadra che avrà il compito di trasformare sogni e aspettative in una stagione all’altezza della tradizione. Volti nuovi e conferme, giocatori di esperienza e giovani chiamati a conquistarsi il proprio spazio: tutti hanno ricevuto il battesimo della piazza, quello più autentico, quello che non concede scorciatoie e che al tempo stesso sa regalare un'energia speciale. Gli abbracci più forti li hanno ricevuti il direttore dell’area tecnica, Giuseppe Savanarola, e il tecnico Foti. «Come ho detto - ha sottolineato l’allenatore - sono qui per mantenere una promessa. Darò il massimo per regalare gioie a sostenitori granata. Questa è casa mia, qui è cominciata la mia avventura nel mondo del calcio e voglio assolutamente sdebitarmi con chi mi ha sempre sostenuto e amato».







