Un aereo sanitario è pronto per riportare in Italia Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un malore. Il governo sta seguendo anche il caso di un bimbo di sei anni e mezzo in coma in Egitto. Non è una procedura straordinaria. Sono numerosi ogni anno gli interventi di rimpatri di cittadini italiani all'estero con volo di Stato. Ne esistono di due tipi: i rimpatri sanitari e i rimpatri umanitari.
Quelli per motivi sanitari sono già 57 nel 2026 e si va dai 27 dell'anno scorso ai 112 del 2018. Più numerosi dei voli di Stato umanitari, 5 quest'anno, poco più di 8 in media dal 2018 al 2025.
In entrambi i casi i costi sono a carico dell'Aeronautica militare, finanziati dal Mef. È sempre l'Aeronautica Militare che organizza la missione scegliendo velivolo, equipaggio e dispositivo sanitario in base alle necessità.
Il certificato “fit to fly”
Condizione essenziale per i trasporti a bordo di aerei sanitari è il cosiddetto "fit to fly", ossia il certificato di trasportabilità aerea del paziente. Ma, prima ancora, c'è un iter autorizzativo curato dal segretario generale della presidenza del Consiglio e siglato dal sottosegretario con delega ai voli di Stato. L'autorizzazione, sottolineano dall'esecutivo, viene concessa solo a seguito di una rigorosa verifica.










