Una tranquilla domenica di fine estate si è trasformata in pochi istanti in un’emergenza ad alta tensione sul litorale di Jesolo, una delle località più affollate dell’Adriatico. Nel tardo pomeriggio di domenica 30 agosto 2026, intorno alle 18:20, un’imbarcazione da diporto di circa 20 metri ha preso fuoco a un centinaio di metri dalla battigia. Una densa colonna di fumo nero si è alzata dal mare, visibile a chilometri di distanza, suscitando allarme tra i numerosi bagnanti e turisti ancora presenti in spiaggia.
Sull’imbarcazione si trovavano dieci persone. Di fronte al rapido propagarsi delle fiamme, la priorità assoluta è stata la salvaguardia delle vite umane. Il coordinamento della Capitaneria di porto – Guardia Costiera, alle dipendenze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha consentito l’evacuazione tempestiva di tutti gli occupanti. Grazie alla prontezza degli interventi, i passeggeri sono stati tratti in salvo e allontanati in sicurezza: nessuno ha riportato ferite o conseguenze fisiche.
Messe in salvo le persone, le operazioni si sono concentrate sul contenimento e lo spegnimento del rogo, resi particolarmente complessi dalle condizioni del teatro marittimo: stabilità della barca, spazi ridotti e forte concentrazione di fumi rendono l’azione antincendio più difficoltosa che a terra.










