Un uomo è morto nella baita all'alpe Buscagna, a Baceno (Verbano-Cusio-Ossola), dove si è verificata una fuga di monossido di carbonio: si chiamava Pietro Maria Fiori, 35 anni, di Milano. Stava trascorrendo un periodo in alpeggio come volontario tramite un'associazione che seleziona persone disposte ad aiutare gli allevatori in estate. Insieme a lui una ragazza di 19 anni, anche lei una volontaria, ora ricoverata all'ospedale Niguarda di Milano. Altre persone sono rimaste intossicate: il gestore dell'alpeggio, suo padre e due dipendenti dell'azienda agricola Francesco Biondo, dove la vittima stava trascorrendo l'esperienza di volontariato. Sull'accaduto indaga il soccorso alpino della guardia di finanza di Domodossola, che ha provveduto a sequestrare il boiler da cui si sospetta si sia originata la fuga di monossido di carbonio.
Pietro Maria Fiori si trovava in valle Devero nell'ambito del progetto Pasturs, una rete che unisce allevatori e volontari tra i 18 e i 45 anni disposti a trascorrere in alpeggio due o più settimane per aiutare nella vita lavorativa. Pasturs, nato sulle alpi Orobie bergamasche, poi diffusosi in altre aree delle Alpi e dell'Appennino, ha l'obiettivo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori come lupi e orsi. Fiori si trovava ospite dell'azienda agricola Francesco Biondo, una realtà familiare basata a Masera (Vco) dove vengono allevati ovini, caprini e bovini e che da tempo porta d'estate gli animali in altura in valle Devero.












