(di Samantha De Martin) (ANSA) - ROMA, 30 AGO - Sud Italia, anni Cinquanta. Un fotografo si aggira con la sua Rolleiflex per le strade di un paesino della Basilicata. Posiziona la camera all'altezza del diaframma e scatta immortalando il soggetto che ha davanti. All'inizio fotografa per finta, per entrare in un rapporto empatico con le persone. Dopo qualche ora ritorna per realizzare una fotografia più vera. Nino Migliori, cento anni il 29 settembre, dal 10 ottobre al 7 marzo sarà al Centro Saint-Bénin di Aosta, protagonista della mostra 'La dialettica del reale', un percorso tematico dedicato a uno dei maestri della fotografia italiana del Novecento. Organizzata dall'Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d'Aosta, curata da Mauro Zanchi, l'esposizione riunisce in 160 immagini alcune delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta seguendone l'evoluzione fino agli esiti più recenti della ricerca. Proponendo una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra e ripercorrendo la stagione del Neorealismo, il progetto restituisce la complessità dello sguardo di Migliori, dal confronto tra un'Italia ancora arcaica e in piena trasformazione alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico. L'arco cronologico compreso tra il 1950 e il 1959, oltre a coincidere con l'apice del Neorealismo, corre in parallelo all'avvio di una ricerca destinata ad aprirsi a esiti sempre più sperimentali. "Ci saranno solo opere degli anni Cinquanta - anticipa Mauro Zanchi - e solo quelle legate al realismo. Contemporaneamente Migliori aveva anche provato a indagare altre strade realizzando le sperimentazioni e tutti i lavori off-camera". Inizia a fotografare nel 1948. Esce dalla seconda Guerra mondiale e si aggira per le strade della sua Bologna, poi dell'Emilia, del nord Italia, del Delta del Po, del Sud. Spostamenti che coincidono con le quattro serie intitolate "Gente". "Sceglie di stare sulla strada per cercare di capire cosa sta accadendo - continua Zanchi -. Cominciano a cambiare i negozi e le abitudini del mondo rurale, a contatto con le comodità dell'universo capitalista. In mostra ci saranno ad esempio immagini con manifesti pubblicitari". L'esposizione "permetterà di fare viaggi spazio temporali tra gli studi attuali e quello che non era totalmente compreso negli anni Cinquanta". Pur essendo apparentemente fotografie di persone in strada, in realtà a guardarle più da vicino rivelano diversi dettagli. "Ho fatto anche un viaggio a ritroso per cercare di capire quanto di quello che sta accadendo ora fosse già stato un po' anticipato da Migliori". Ma in cosa Migliori è stato un anticipatore? "Nel '50 anticipa una serie di elementi che saranno studiati dagli anni Ottanta in poi, come l'immagine costruita dentro un'altra immagine". Facciamo un esempio. "Una sera d'estate tratta dalla serie Gente dell'Emilia, scattata nel 1953. Si vede una facciata con una finestra aperta, la luce accesa e all'interno una famiglia intenta a cenare. In Parma, 1983 Luigi Ghirri fotografa una casupola dove è stato apposto il manifesto pubblicitario di una cucina. Sembra che vi sia una grande finestra con un interno: un'immagine dentro l'immagine". Non mancano le peregrinazioni nella pittura. "Migliori gioca spesso su elementi che fondono presenza pittorica e immagine realistica. Aveva frequentato Giorgio Morandi, gli artisti informali bolognesi, Guggenheim. La padrona dell'osteria immortala una donna sull'uscio di una trattoria. Un vetro riflette un palazzo fuori fuoco, simile a una presenza pittorica in un'immagine realistica. "Nonostante in mostra non vi siano le opere informali ho selezionato le fotografie realistiche dove in qualche modo emergono queste presenze". (ANSA).
Nino Migliori e gli anni Cinquanta. Un Fotografo 'sulla strada' nell'Italia che cambia
Nino Migliori e gli anni Cinquanta. Un Fotografo 'sulla strada' nell'Italia che cambia







