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Il “piano casa” voluto dal Governo Meloni per contrastare la povertà abitativa comincerà con un bando per ristrutturare le case popolari (tecnicamente: alloggi di edilizia residenziale pubblica) attualmente inagibili. Sono 61.300, e hanno bisogno di manutenzione straordinaria. Le Regioni avranno a disposizione in totale 970 milioni di euro, che saranno ripartiti in base al loro patrimonio immobiliare (i primi 700 milioni verranno stanziati con un bando a settembre, gli altri più avanti). Poi le “aziende casa”, cioè gli enti pubblici proprietari o gestori, dovranno indicare gli immobili da recuperare, con quali lavori e entro quali date.

Tullio Ferrante, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, dice che questa parte del piano casa serve a «valorizzare il patrimonio esistente e a dare una risposta più rapida alla domanda abitativa». L’inizio dei lavori è in programma nei primi mesi del 2027 e la conclusione è prevista per l’inizio del 2028.

È un intervento importante, atteso da anni da chi è in graduatoria per ottenere un alloggio popolare. Le case popolari non abitabili per le condizioni in cui versano sono infatti una parte rilevante del totale, circa il 7 per cento. Secondo Federcasa, che raggruppa gli 85 enti che le gestiscono a livello locale, la distribuzione è molto diseguale: la Lombardia ha più di un quarto degli immobili inagibili. Seguono Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana. Prese insieme, in queste cinque regioni c’è oltre il 60 per cento delle case da recuperare.