Da bottiglie in PET e scarti di mais nascono biscotti ricchi di proteine: il progetto µBites punta allo spazio profondo
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La bottiglia, per fortuna, non viene frullata nell’impastoSi possono mangiare? Le comunicazioni ufficiali non coincidono del tuttoDal laboratorio a Marte manca ancora parecchio
Prendono plastica PET, gambi e foglie di mais scartati, li sottopongono ad acqua e ossigeno ad alta temperatura e pressione e consegnano ciò che rimane a una squadra di lieviti ingegnerizzati. Poi aggiungono fibra, amido e dolcificante e fanno passare l’impasto in una stampante 3D. Il risultato ha la forma decisamente familiare di un biscotto e un nome minuscolo: µBites, “microbites”. Il prototipo è stato presentato il 24 agosto a Chicago durante ACS Fall 2026, il congresso dell’American Chemical Society. La materia prima, invece, ha ben poco di familiare a una pasticceria.










