Dopo quasi 24 ore di scontri per il tentato assalto al palazzo presidenziale e l’ammutinamento nella base militare 101 nella notte tra venerdì e sabato, la giunta militare al potere in Niger ha ripreso il controllo della situazione nella capitale nel corso della serata di ieri. La base, che si trova vicino all’aeroporto internazionale, era stata occupata da giovani ribelli interni alle forze armate, che avevano preso in ostaggio alcuni militari e iniziato a sparare su “siti sensibili”. Due fonti di sicurezza hanno confermato la riconquista della base, mentre una fonte diplomatica a Niamey ha dichiarato: “La guardia presidenziale ha ripreso il controllo della base aerea con l’assistenza russa. Ci sono diversi morti tra gli ammutinati“. Secondo la tv di Stato Rtn, i soldati uccisi o arrestati sono diverse decine: “Gli scontri sono durati alcune ore in diversi luoghi, il che ha permesso alle forze di sicurezza di riprendere gradualmente il controllo della situazione, arrestare e neutralizzare questi soldati ribelli”, ha riferito l’emittente, che ha mostrato le immagini di diversi giovani militari fatti sfilare in pubblico dopo la fine dei disordini. Non è chiaro dove fosse il leader militare Abdourahamane Tchiani durante i combattimenti, mentre analisti e diplomatici affermano che a fornire supporto aereo e terrestre alle forze locali è stato il Corpo africano russo, verso cui alti ufficiali dell’esercito nigerino hanno espresso “gratitudine per l’assistenza fornita nel sedare la ribellione”.
Niger: la giunta riprende la base militare con l'aiuto della Russia
Dopo 24 ore di scontri a Niamey, il Corpo africano russo aiuta la giunta del Niger a sedare la ribellione: decine di morti e arrestati.










