Un piccolo, nascosto paradiso sulla terra. Piccolo certamente, nascosto agli italiani giusto dietro l’angolo di casa, conosciutissimo invece dagli svizzeri che ne hanno fatto una delle mete predilette delle vacanze in patria. È il Locarnese, una delle quattro, minute regioni che compongono il Ticino. E visto che in Svizzera i paesaggi hanno l’aspetto grandioso d’immensi scenari naturalistici in appena un fazzoletto di terra, va ricordato che tutto il Ticino ha un’estensione di molto inferiore persino alla Valle d'Aosta, ed è uno dei ventitré cantoni che compongono la Svizzera. Paese tanto affascinante quanto in realtà ignoto a noi vicini, se pensiamo che la maggior parte degli italiani conta solo “quattro cantoni”: bislacca memoria dei giochi dell’infanzia. Quattro sono invece le lingue nazionali distribuite su un’estensione sorprendentemente ridotta: la Confederazione elvetica misura infatti poco meno della Lombardia e del Veneto messi insieme, con i suoi 9 milioni e poco più di abitanti, che qui vivono lontano dal traffico e dalle angosce burocratiche (ed economiche) italiane.
Detto questo in generale, torniamo al Locarnese: vi voglio raccontare perché per me è un po’ paradiso, un po’ lunapark. Chiamiamo in causa qualche altro numero, più specifico. Il primo è 193: sono i metri sul livello del mare del Lago Maggiore, il punto più basso della Svizzera, a poca distanza da Ascona. Un numero molto più grande, emblematico all’opposto, è invece 3.272: la quota del Basòdino, il gigante di roccia e ghiaccio che chiude la Vallemaggia. In mezzo ci sono 3.079 metri di dislivello fatti di palme, castagni, faggete, lariceti, sentieri, laghi alpini e morene glaciali: primati e vertigini di una regione che concentra quasi un continente tra lago e alta montagna.






