Di: ARi Produrre un quantitativo sensibilmente più elevato di derrate alimentari, riducendo in tal modo la dipendenza dall’estero in questo ambito. A prefiggersi quest’obiettivo è l’iniziativa sull’alimentazione, il secondo oggetto su cui saremo chiamati a pronunciarci per le votazioni federali del 27 settembre.Il testo, che venne depositato nel 2024 in Cancelleria federale con più di 112’000 sottoscrizioni valide, si articola in più punti e chiede, anzitutto, che Confederazione e Cantoni si adoperino per la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità. Stabilisce quindi la creazione di presupposti per la preservazione delle basi della produzione agricola, delle risorse delle falde freatiche e in funzione di un’agricoltura e di una filiera alimentare che siano al tempo stesso orientate al mercato ed ecosostenibili. Iniziativa sull’alimentazione: il video esplicativoMa a spiccare è la norma che impone di adoperarsi affinché, in avvenire, sia di produzione indigena almeno il 70% delle derrate consumate in Svizzera. A tal fine la Confederazione dovrebbe disporre provvedimenti volti a promuovere maggiormente la produzione e il consumo di derrate vegetali, rispetto a quelle di origine animale.L’attuale quadro della situazioneIn Svizzera l’agricoltura produce attualmente poco meno della metà delle derrate alimentari che vengono consumate: il cosiddetto grado di autoapprovvigionamento netto (che si calcola, deducendo dalla produzione quella percentuale che viene ottenuta con l’impiego di foraggi importati) si è infatti mediamente attestato al 45% fra il 2022 e il 2024. Questo indicatore è rilevante, poiché contribuisce a mostrare la capacità del Paese di far fronte a eventuali crisi o a problemi di rifornimento. Il Governo punta quindi a incrementarlo e prevede, nel quadro degli orientamenti di politica agricola, di innalzarlo entro il 2050 ad almeno il 50%.Intanto, la rilevanza della produzione di derrate di origine animale è anche da ricondurre al fatto che non si presta alla coltivazione quasi il 60% della superficie agricola utile: questi terreni possono quindi essere sfruttati solo come pascoli per il bestiame. Va poi considerato che oltre la metà dei terreni coltivati è destinata alla produzione di alimenti per animali, come ad esempio i cereali da foraggio.Anche l’acqua potabile, ai sensi dell’iniziativa, va annoverata fra le derrate alimentari alle quali la popolazione deve poter accedere. Il testo punta quindi a tutelare maggiormente le falde freatiche, le quali possono subire inquinamenti causati dall’impatto di concimi e prodotti fitosanitari.Gli argomenti dei favorevoliIn caso di accettazione, le richieste dell’iniziativa dovranno trovare attuazione entro 10 anni. I suoi promotori sottolineano la dipendenza dall’estero dell’approvvigionamento alimentare, nonché l’insufficienza delle risorse dell’agricoltura, in caso di crisi, per nutrire la popolazione. Va quindi incrementata la coltivazione di alimenti vegetali al posto di quella del foraggio per gli animali da reddito. Oggi, invece, tre quarti delle sovvenzioni per l’agricoltura sono destinati alla produzione animale, col risultato di sfavorire sensibilmente la produzione e il consumo delle derrate vegetali.I favorevoli chiedono quindi di preservare la fertilità delle terre e la biodiversità, in modo da poter ottenere raccolti sicuri e abbondanti con colture protette in modo naturale. In questo senso l’iniziativa impone di garantire l’osservanza dei limiti dei valori massimi per l’impiego dei fertilizzanti. Per quanto poi concerne l’acqua potabile, gli iniziativisti ritengono che s’imponga una pianificazione dell’approvvigionamento a livello nazionale al fine di assicurarne la disponibilità. Le motivazioni del “no”Entrambi i rami del Parlamento hanno respinto l’iniziativa all’unanimità. Per parte sua il Governo, pur condividendo determinate preoccupazioni dei suoi promotori, giudica irrealistico l’obiettivo di arrivare in una decina d’anni ad un livello di autoapprovvigionamento netto del 70%. Ciò implicherebbe misure radicali, elevati costi a carico dell’agricoltura e limitazioni alla libertà di scelta dei consumatori, che dovrebbero consumare alimenti vegetali in misura nettamente superiore.Anche il Governo punta ad aumentare la produzione interna di derrate alimentari e a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dell’agricoltura e della filiera alimentare. Difende però la validità in tal senso della sua politica agricola, che prevede adattamenti progressivi, lasciando così al settore primario e alla filiera il tempo necessario per implementarli. Iniziativa sulla neutralità: si va verso un "no"Telegiornale 21.08.2026, 20:00
Alle urne sull’alimentazione - RSI
Verso il 27 settembre: sicurezza alimentare e impatto ecologico dell’agricoltura, al centro del secondo oggetto sottoposto al popolo







