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La decisione della Rai di affidare la conduzione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, come ben sappiamo, non ha innescato solo la rabbia di Sigfrido Ranucci ma anche la rivolta tra gli inviati storici del programma. I due giornalisti designati dal direttore dell'approfondimento Paolo Corsini come capi autori, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, prima si sono detti disponibili a lavorare al nuovo corso della trasmissione poi, appresi i due nomi selezionati, si sono chiamati fuori, mentre gli altri inviati hanno giudicato irricevibile la decisione dell'azienda minacciando dimissioni in blocco. E dire che Giulia Presutti è una loro valente collega fin dal 2017, oltre che prima classificata nel concorso per giornalisti Rai. La si ricorda anche in piazza a sostenere Ranucci il 7 novembre 2023, quando fu convocato in Vigilanza assieme a Corsini per rispondere dell'operato di Report. Audizione che, fra l'altro, vide menzionare per la prima volta il nome di Valter Lavitola.
Più paraguru che guru, Ranucci adesso ha due scelte
Assistendo alla reazione avversa a Giulia Presutti, la si potrebbe reputare una sorta di agente meloniano, quando invece le sue inchieste a Report ci raccontano tutt'altra storia professionale. La giornalista si è per esempio occupata del caso Pozzolo indagando sulle dinamiche della sparatoria del 31 dicembre 2023, quando il deputato era ancora in seno a Fratelli d'Italia e vicinissimo al Sottosegretario Delmastro. Sempre lei ha sviscerato gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il presidente dell'ARS Gaetano Galvagno (FdI) e l'assessore al Turismo Elvira Amata (FdI). Non è finita. Giulia Presutti ha investigato sulla Commissione interministeriale per la riforma del Codice dell'ambiente, nominata dai ministri Gilberto Pichetto Fratin ed Elisabetta Alberti Casellati, domandandosi quali fossero i requisiti per la scelta dei membri. Pichetto Fratin e Alberti Casellati ci risulta siano di Forza Italia e quindi di area governativa.











