Il Gispi "è uscito dal gruppo", per parafrasare il titolo di uno dei libri più iconici degli anni ‘90? Ma quali saranno gli effetti sul movimento rugbistico pratese della decisione della società presieduta da Fabrizio Bertocchi di uscire dall’accordo di collaborazione con Rugby Club Cavalieri e Sesto Rugby, raggiunto nelle scorse settimane dopo mesi di trattative? Sul breve periodo l’impatto sarà molto probabilmente marginale, mentre sul lungo (sempre ammesso che le parti non trovino una nuova intesa nei prossimi mesi per ricostituire il patto) potrebbero concretizzarsi più scenari. Partiamo dalle certezze: la prima squadra dei Cavalieri esordirà il prossimo 18 ottobre nel campionato di Serie A1 al Montano contro il Cus Torino, mentre in Serie B la "cadetta" bianconera ed i Gispi Tigers daranno vita ad un derby che rischia di caricarsi di ulteriori significati alla luce delle ultime vicende. C’è attesa per L’U16 del Gispi, affidata a Francesco Laurendi (ex-giocatore dei Cavalieri ai tempi di Pratichetti, peraltro) ed a Roberto Fatica. Ma almeno per l’immediato, non dovrebbero esserci novità: allo stato attuale ed a meno che il Gispi non predisponga una formazione U18 per il 2027/28, i migliori giocatori dell’U16 avranno comunque la possibilità di passare ai Cavalieri e di esordire in prima squadra. Al tempo stesso, già da diversi anni i rugbisti che non riescono a trovare spazio in Serie A con i Cavalieri passano alla cadetta o ai Tigers e questo percorso rimarrà probabilmente inalterato anche nel futuro prossimo. La situazione potrebbe cambiare a medio o lungo termine, nel giro di cinque o dieci anni, soprattutto se i Tigers dovessero in futuro riuscire a lottare per la promozione in A2 o a centrarla: quel lasso di tempo sarebbe teoricamente sufficiente per far crescere e trattenere a Coiano una generazione di atleti che in condizioni normali passerebbe ai Cavalieri. Ma si tratta di scenari ipotetici e, come detto, non è da escludere che più avanti le due società (che adesso rimangono legittimamente arroccate sulle rispettive posizioni) possano riavvicinarsi. Certo, in un periodo storico nel quale il rugby italiano attraversa un momento di crisi economica da non sottovalutare (come dimostrato dai fallimenti o dai ridimensionamenti economici di molteplici società in tutto lo Stivale) un modello basato quasi esclusivamente sul vivaio come quello portato avanti in sinergia nell’ultimo decennio da Gispi, Sesto e Cavalieri poteva rappresentare un punto di forza ulteriore.
Scisma Gispi-Cavalieri: e ora che succede? Il contraccolpo per la filiera nel lungo periodo
Il giorno dopo la dipartita dei Tigers dal progetto. Rugby Club: le ricadute. su giovanili e cadette. .






