La presentazione del libro di Patrizia MaranoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDieci anni dopo il terremoto, a Pescara del Tronto il tempo non ha cancellato il dolore e, per chi è rimasto, la ricostruzione continua a essere una questione personale prima ancora che amministrativa. È il senso delle parole di Patrizia Marano e Guido Castelli, protagonisti di un confronto in cui memoria, ferite e futuro del paese si intrecciano.

La notte del 24 agosto 2016 il terremoto spense la vita del figlio 14enne Tommaso, del marito Alberto, dei suoi genitori, del cognato e di tanti amici. Con l’altro figlio, Matteo, ha scritto il libro ’Tre e Trentasei’, presentato alla Rinascita. Patrizia Marano racconta di essere tornata sulle macerie appena uscita dall’ospedale, ancora convalescente, per cercare qualcosa che le ricordasse i suoi cari. "Avevo bisogno di un paio di scarpe per poter salire tra le rovine, ma alla tenda della Protezione civile inizialmente mi hanno risposto che non potevo riceverle perché non residente. Quel momento rappresentò la scoperta di essere diventata ‘invisibile’ insieme agli altri familiari delle vittime". Da quella tremenda esperienza è nata anche la volontà di costituire l’associazione delle vittime del sisma. "Veniamo proprio dimenticati", è il sentimento da cui è partita la sua scelta.