Il furto nel Duomo di Ripatransone ha destato preoccupazione nella comunità locale. I carabinieri della locale stazione, in collaborazione con i colleghi del Nucleo operativo e radiomobile di San Benedetto, stanno svolgendo le indagini. Ci vorrà però del tempo per passare al setaccio le immagini delle due telecamere OCR della videosorveglianza cittadina, alla ricerca dell’auto sulla quale i quattro ladri sono arrivati in centro e si sono allontanati dopo il colpo. Sembra accertato che i malviventi fossero nel centro di Ripa, fra le tante persone, almeno un’ora prima del furto. Gli investigatori stanno quindi cercando di dare un nome ai volti dei quattro sospettati, responsabili di un furto che ha fruttato circa 2.500 euro, le offerte dei fedeli del mese di agosto. I ladri hanno anche seminato danni: la porta laterale è stata scardinata con un piede di porco, alcuni quadri sacri spaccati, cassettiere rovesciate e l’unità DVR con la registrazione delle immagini all’interno del Duomo strappata e portata via. Danni che potrebbero essere riconosciuti dall’assicurazione, che pare non copra invece la somma asportata e destinata "alla vita della parrocchia", come ha raccontato il parroco don Nicola Spinozzi. "Adesso dovrò adottare ulteriori misure di sicurezza, dato che il sistema d’allarme, con tanto di telecamera, non è stato sufficiente". Particolarmente colpito dall’accaduto il sindaco Alessandro Lucciarini, il primo a entrare nella chiesa dopo il parroco, che lo aveva avvertito appena scoperto il furto. "Mi sono trovato di fronte a uno scenario davvero d’impatto – ha affermato Lucciarini –. Vedere il quadro della Madonna con bambino spaccato fa riflettere. È un gesto che lascia interdetti, perché è stata cattiveria pura, tanto che poi non hanno neanche rubato la corona d’argento che era dentro la cornice".