HomeBolognaCronaca"Palawoolf inadeguato". Ira del club di pallamanoLa società: "Ghettizzati nel nuovo impianto, rischiamo di chiudere i battenti". Il Comune: "Trenta realtà da gestire sul territorio, ma valutiamo le osservazioni".Il Palawoolf criticato per la copertura in plastica e gli spogliatoi nel containerRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl Palawoolf a San Lazzaro è pronto, come annunciato sul Carlino, a seguito di una nota dell’amministrazione, qualche giorno fa. Finite le ultime lavorazioni necessarie l’impianto sarà agibile ed entrerà in funzione: il Comune, che ha investito ben 900mila euro per i nuovi spazi, ne ha sottolineato la grande flessibilità di utilizzo con dimensioni del campo, coperto, che permettono di ospitare varie discipline a partire dalla pallamano. Lo stesso campo, poi, potrà essere diviso trasversalmente, secondo necessità, in tre spazi che potranno essere utilizzati contemporaneamente permettendo lo svolgimento di più attività sportive in parallelo.
Non è, però, tutto oro quello che luccica perchè coloro che dovrebbero usufruire e gioire di questo spazio si dicono scontenti della soluzione orchestrata dall’amministrazione. "A chiarimento dell’articolo del 25 agosto in cui si parla del nuovo palasport di San Lazzaro, la 1985 Pallamano Bologna Asd desidera fare alcune osservazioni: non è un palasport, ma una struttura con copertura in plastica e con spogliatoi, quando ci saranno, costituiti da un container esterno e non collegato all’impianto. Dalle parole dell’assessore Luca Melega sembra che ci facciano un piacere e che avremo un upgrade, ma questo non è assolutamente vero. L’intenzione dell’amministrazione è di spostarci in blocco nella giornata del mercoledì dalla nostra storica palestra, il Palayuri, a questo pallone. Nonostante sin dalla posa della prima pietra avessimo manifestato il nostro dissenso relativamente a questa sistemazione, e nonostante ampie rassicurazioni, dalle assegnazioni del 18 agosto è chiaro come il Comune non solo non abbia aumentato il nostro monte ore complessivo, ma che, come già detto, voglia spostare la nostra attività il mercoledì in questa struttura assolutamente non equivalente all’altra. Questa ghettizzazione rischia di farci chiudere i battenti".






