Canoni idroelettrici, autonomia e misure fiscali consentono alle zone montane nuove opportunità per programmare il loro futuro. I recenti provvedimenti della Regione, che ha trasferito a Province e Comuni 200 milioni in energia gratuita e canoni – di cui 120 per il Sondriese – derivano dalle sentenze della Cassazione che hanno sbloccato gli arretrati e prima ancora dall’impegno nel rivendicare i diritti dei territori dove sono presenti impianti idroelettrici. Questo grazie, in particolare, al lavoro dell’assessore alla Montagna Massimo Sertori.
"Noi chiediamo solo di avere quello che ci spetta e la presa d’atto di una condizione di svantaggio che è connaturata nella collocazione periferica, nella difficoltà dei collegamenti e nella fragilità del territorio – sottolinea il presidente di Uncem Lombardia Tiziano Maffezzini (nella foto) – Il risultato della Regione è straordinario e tutt’altro che scontato, per questo è doveroso ribadirlo ma allo stesso tempo deve responsabilizzare amministratori pubblici e cittadini affinché questa occasione venga colta e si trasformi in decisioni improntate alla buona politica, che non si limita a risolvere i problemi più urgenti e le esigenze contingenti, ma programma il futuro potendo contare su risorse senza cui nemmeno la più accurata pianificazione produrrebbe effetti". A beneficiare di questi stanziamenti sono soprattutto i Comuni montani, dove è presente la più alta concentrazione di impianti idroelettrici.






