Si è svolta nella chiesa del Convento del Beato Sante, la cerimonia di consegna degli attestati e delle medaglie conferite dal Memoriale dello Yad Vashem di Gerusalemme che ha iscritto tre marchigiani come Giusti tra le Nazioni per aver salvato dalla Shoah intere famiglie di ebrei. Tra i nuovi Giusti spiccano i nomi di padre Sante Raffaelli che durante l’ultima guerra era frate guardiano del convento e di Annetta e Igino Ciaffoni abitanti del piccolo comune.

Alla cerimonia erano presenti le massime autorità civili, militari e religiose del luogo: il sindaco di Mombaroccio Emanuele Petrucci, l’arcivescovo di Pesaro e Urbino Sandro Salvucci e il vicepresidente della Comunità ebraica di Ancona Remo Morpurgo che ha consegnato le benemerenze a nome dell’ambasciata di Israele in Italia. Presenti anche i frati francescani del convento che hanno ritirato il riconoscimento a nome di padre Sante Raffaelli.

La storia di Mombaroccio è ormai nota ed ha consentito al Comune di ottenere anche la Medaglia d’Oro al Merito Civile per la popolazione conferita dal Presidente Sergio Mattarella. Tutto nasce nel 2012 quando il giornalista Roberto Mazzoli riuscì a ritrovare la famiglia Sarano che oggi vive in Israele. Dal diario privato donato dalle figlie di Alfredo Sarano, Mazzoli ha potuto così curare un libro dal titolo “Siamo qui siamo vivi”, con prefazione di Liliana Segre, che ripercorre l’intera vicenda mettendo insieme anche quei frammenti storici e ricomponendo così il mosaico della storia.