HomeFermoCronacaPiccole Cisterne tra storia e modernità. Ecco la mostra ’When Time Condensate’L’artista austriaco Bernd Oppl ha saputo combinare modelli architettonici, fotografia e videoinstallazioniL’artista austriaco Bernd OpplRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciInaugura il 6 settembre, alle 18.30, nelle suggestive Piccole Cisterne Romane di Largo Calzecchi Onesti a Fermo, la mostra ’When Time Condensate’ dell’artista austriaco Bernd Oppl. L’esposizione, a cura di Ludovica Cancellieri e Lorenzo Ilari, è a ingresso libero e rimarrà visitabile fino al 26 settembre, con apertura il venerdì dalle 17 alle 20 e nel weekend dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. Il progetto, promosso dal Forum Austriaco di Cultura Roma, con il patrocinio del Comune di Fermo e in collaborazione con Koinè Associazione, sceglie come cornice uno spazio archeologico dalla storia stratificata, di fronte alla più importante porta cittadina: le piccole cisterne romane, dove secoli di passaggio si sono depositati lentamente nella pietra. In questo ambiente carico di memoria, le opere di Oppl si inseriscono come segni di un divenire continuo. Né semplici rovine né mere proiezioni, esse abitano una condizione sospesa in cui passato e futuro, crescita e decadimento, memoria e simulazione si intrecciano senza soluzione di continuità. Più che rappresentazioni statiche, gli spazi creati dall’artista sono stati di transizione: istanti in cui il mondo si rivela come una rete di processi che, per un attimo, si condensano in una forma riconoscibile. Il titolo della mostra racchiude il senso di questo spostamento di prospettiva: dalla permanenza alla trasformazione, dagli oggetti alle relazioni che li legano. Ciò che percepiamo come stabile, suggerisce Oppl, potrebbe essere solo una cristallizzazione temporanea all’interno di un flusso incessante di materia, informazione, memoria e vita. Sotto ogni forma visibile, sembra dirci l’artista, esiste già un mondo in movimento. Nella sua pratica, Bernd Oppl combina modelli architettonici, fotografia e videoinstallazioni per costruire sistemi visivi complessi, capaci di mettere alla prova la percezione dello spettatore. Attraverso l’uso sapiente di telecamere e riprese video, l’artista genera prospettive alterate, impossibili da cogliere a occhio nudo, e costruisce ambientazioni in cui illusione e realtà finiscono per fondersi. Il risultato è un lavoro che riflette con precisione gli effetti del presente digitale sulla nostra esperienza dello spazio e del tempo. L’accostamento tra le tecniche contemporanee di Oppl e la storia millenaria delle cisterne crea un dialogo insolito tra epoche distanti, rafforzando proprio il tema centrale della mostra: l’idea che ogni epoca, ogni struttura, ogni immagine sia solo un frame temporaneo di un processo molto più ampio e continuo.