Si chiama Mattia. Ha un giorno di vita. Pesa 2 chili e 460 grammi. E sta bene. Le sue prime ore sono state sulla bocca di mezza Italia, dopo che in un primo momento sembrava essere stato abbandonato a bordo strada a Pignataro Maggiore, nel Casertano. E invece questa piccola cittadina all’ombra del monte Maggiore è stata il teatro di una storia fatta di incertezze e di paure, di ingenuità e di gioventù, forse anche di solitudine, ma si è conclusa con un lieto fine. La storia
Comincia tutto ieri prima dell’alba, la chiamata al 118 arriva alle 3.40: all’incrocio tra via Partignano e la Provinciale che conduce verso il piccolo borgo montano di Giano Vetusto c’è un ragazzo. In braccio tiene un bambino. All’arrivo del personale sanitario dice di essere passato in quella zona e di aver raccolto il neonato dopo averlo visto a terra. Allertati dai sanitari, poco dopo arrivano anche i carabinieri della stazione di Pignataro Maggiore. A loro racconta la stessa storia e fornisce false generalità. In realtà il 19enne, di Pastorano, è il papà del piccolo. Poche ore prima la sua fidanzata, una 16enne di Pignataro Maggiore al nono mese di gravidanza, ha partorito in segreto tra le mura di casa. Insieme hanno tagliato il cordone ombelicale, poi hanno pulito la creatura e l’hanno vestita. Ma decidono di non tenerla. I genitori dei ragazzi sono ignari di tutto e nella notte più lunga della loro vita subentra la paura. Pensano allora di simulare un abbandono: il 19enne cammina fino all’incrocio alla periferia del paese e finge di aver trovato il neonato a bordo strada. Chiama il 118 e poi arrivano anche i carabinieri della compagnia di Capua, ai quali però basta poco per risalire alla verità: mentre il piccolo viene trasportato al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, il 19enne viene interrogato e dopo alcune ore confessa tutto. Era tutta una messinscena. Le parole «Non ha mai lasciato solo il bambino», precisano però fonti investigative. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo con l’accusa di false generalità e simulazione di reato ai danni del ragazzo, ma è stata attivata anche la Procura dei minori considerata l’età della ragazza. Non viene contestato l’abbandono, perché non c’è stato, mentre il parto in casa è legale. Gli inquirenti sono ancora al lavoro per esaminare anche il contesto sociale e familiare dei due giovanissimi genitori e per capire le motivazioni che li hanno spinti a non chiedere aiuto ma a trovare un modo rocambolesco e forse improvvisato per salvare un bimbo che non si sentivano pronti ad avere. Il piccolo Mattia, che è in buone condizioni e che respira autonomamente, si trova ora nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Cardarelli per gli accertamenti e i controlli previsti dai protocolli. I medici dell’Unità operativa complessa, diretta da Maria Gabriella De Luca, hanno allertato gli assistenti sociali e già da ieri sono intervenuti i Servizi sociali attivati dal comune di Pignataro Maggiore. In ospedale è stata successivamente portata anche la ragazzina, per gli accertamenti sulle sue condizioni. Spetterà ai giudici valutare se Mattia sarà affidato ai familiari dei due ragazzi o se invece verranno adottati provvedimenti diversi. Di certo è stato un sabato al cardiopalma per le comunità locali dell’agro caleno, in provincia di Caserta, che in poche ore hanno vissuto sulla propria pelle e con partecipazione prima lo choc per il presunto abbandono e poi il dolore per una storia fatta di difficoltà e disagi. In fondo, però - dicono tutti in questa fetta di alto Casertano – i contorni della vicenda sono meno drammatici di quanto si temesse in un primo momento. Perché il bimbo ha una famiglia e perché non è mai stato abbandonato, come accertato da carabinieri e personale sanitario. Tra i messaggi di solidarietà e quelli di apprensione, nelle scorse ore tanti cittadini si sono offerti di aiutare i ragazzi e le rispettive famiglie avviando un vero e proprio tam tam di solidarietà che potrebbe materializzarsi nei prossimi giorni. E sulla stessa scia associazioni e parrocchie. La speranza è che Mattia possa tornare presto a casa e che possa rappresentare una luce di riscatto e anche di rinascita per i due ragazzi e per le rispettive famiglie, nonostante le difficoltà.











