Per oltre un’ora è parsa una di quelle serate destinate a lasciare un retrogusto di frustrazione. Ma la Juventus di Luciano Spalletti ha dimostrato che, nel calcio contemporaneo, la pazienza può diventare un’arma travolgente. Con il 2-0 inflitto al Parma all’Allianz Stadium, i bianconeri non soltanto mettono in cassaforte tre punti pesanti, ma agganciano il Milan in vetta alla classifica, inviando segnali di maturità tattica e tenuta mentale di prim’ordine.

Spalletti apre con Kolo Muani come riferimento centrale e Jonathan David alle sue spalle, un assetto pensato per garantire mobilità e trame continue tra le linee. La prima frazione, però, restituisce una squadra ancora in assestamento: possesso e dominio territoriale non mancano, ma la manovra si fa spesso laterale e leggibile. Merito anche del Parma di Carlos Cuesta, compatto, corto tra i reparti e abile a schermare il corridoio centrale. L’unico sussulto vero al 32’: Francisco Conceição, il più brillante dei suoi, si accentra e centra un palo clamoroso a portiere battuto. Tanta produzione, poca pulizia nell’ultimo passaggio: così si chiude il primo atto.

La ripresa rischia di scivolare sui binari dell’ansia, ma i bianconeri non si scompongono. Spalletti cambia volto all’attacco: fuori David e Boga, dentro Nico González e Alajbegovic. L’effetto è immediato. Al 63’ l’episodio che spezza l’equilibrio: González, entrato con feroce determinazione, prima chiama Corvi a un intervento difficile da distanza ravvicinata, poi firma il 1-0. Conclusione da fuori che bacia il palo, sulla ribattuta l’argentino è il più lesto e insacca di rapina.