NAPOLI. Sui social Katia Buonpane non trattiene il dolore: «La vita con noi è stata spietata», «non doveva andare così mamma». Venerdì pomeriggio Genoveffa Totaro, che tutti chiamavano affettuosamente Gena, è rimasta vittima di un evento che va oltre la tragedia e che affonda le mani nel dolore di una famiglia già provata da un terribile lutto, quello del 13enne Alessandro, figlio di Katia e nipote di Gena, che nel 2022 si è tolto la vita a causa delle persecuzioni dei bulli. La donna, 75 anni, si trovava in casa, in via Vittorio Veneto a Gragnano (in provincia di Napoli), quando si sono sprigionate delle fiamme dalla bombola di gas presente sul balcone. Avvertita di quanto stava accadendo, Gena ha aperto la portafinestra e si è spinta sul balcone, probabilmente nel tentativo di intervenire e spegnere quel principio di incendio. In quel momento, però, la 75enne sarebbe stata investita da una violenta fiammata, esplosa improvvisamente dopo un forte boato proveniente dalla bombola. Per lei non c’è stato scampo. I vigili del fuoco, giunti sul posto in poco tempo dopo la segnalazione dei vicini, hanno trovato il corpo della donna semicarbonizzato. Una tragedia che, nelle prime ore, sembrava riconducibile a un incidente domestico. Poi, con il prosieguo delle indagini, lo scenario è cambiato, aprendo una ferita enorme nella famiglia Buonpane-Totaro. Ieri mattina i carabinieri della locale stazione e del nucleo radiomobile della compagnia di Castellammare di Stabia hanno, infatti, sottoposto a fermo un’altra figlia della vittima, che viveva nell’appartamento ed era in casa al momento dell’accaduto. Dalle prime indagini è emerso che la donna, 45 anni e zia dello scomparso 13enne Alessandro, avrebbe tagliato il tubo del gas, provocando quel principio di incendio che poi ha investito e ucciso la mamma. Una dinamica terribile che, allo stato, ha portato la Procura della Repubblica di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, pm titolare del fascicolo Matteo De Micheli) a contestare alla donna, già ascoltata dagli inquirenti in questa prima fase, le accuse di omicidio e tentato omicidio. Nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida del fermo. Sul suo stato di salute i carabinieri stanno conducendo ulteriori approfondimenti: sembra infatti che la 45enne soffrisse di problemi psichici. Ulteriori accertamenti saranno condotti anche sulla bombola di gas incriminata, ragione per la quale l’appartamento è stato posto sotto sequestro. Così come sotto sequestro, per prassi, è finita anche la salma di Gena, in attesa dell’autopsia disposta dalla Procura. È l’iter giudiziario di una tragedia nella tragedia. Una storia di dolore che Katia Buonpane, la mamma di Alessandro, racchiude in poche semplice parole: «Nessuno merita più di te il paradiso. Ora finalmente sei con lui. Abbi ancora cura di lui, come hai sempre fatto».