Giornata storica sul lago Albano. Paolo VI e Giovanni Paolo II parteciparono alla processione ma non percorsero il tratto del lago
Il caldo e l’afa non hanno risparmiato i Castelli Romani. Ed è in questo clima che il Papa ha celebrato la messa nella chiesa di Maria Santissima del lago a Castel Gandolfo.
Una presenza destinata a rafforzare ulteriormente il legame tra Leone XIV e la diocesi di Albano che ospita la “sua” Castel Gandolfo. Il Papa ha infatti voluto presenziare a quella che, spagnoleggiando, ha chiamato la “fiesta della Madonna del lago”, fissata nell’ultimo sabato di agosto.
Nell’omelia il Pontefice ha ricordato che “l’odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite”. Una circostanza che, ha osservato Prevost, “vediamo ogni giorno, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo”.
“Non conformiamoci alla mentalità del mondo: continuiamo ad amare, a donare, a perdonare”, ha ammonito il Papa. L’omelia è stata anche l’occasione per menzionare i predecessori legati alla storia di questa piccola chiesa a pochi metri dalle rive del lago Albano: “san Paolo VI, che ha auspicato e sostenuto la costruzione di questa chiesa dedicata a Maria e l’ha consacrata, e san Giovanni Paolo II, che qui ha voluto ricordarne la memoria e rinnovarne il messaggio”, ha ricordato Leone XIV.








