A guardare le mosse di Giorgia Meloni verso la difesa dell’Ucraina tornano in mente le parole di Don Abbondio: «Il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare».In Ucraina l’Italia ufficialmente invia solo generatori elettrici, non unendosi a Francia e Gran Bretagna nel concedere a Kiev la licenza per produrre missili d’attacco Storm Shadow. Nemmeno si unirà a Parigi e Londra per le esercitazioni congiunte della coalizione dei volenterosi in programma in settembre, avendo escluso qualsiasi impiego di soldati italiani. Si limiterà invece a sostenere l’ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per indurla a sedersi a un tavolo negoziale che non esiste: Vladimir Putin rifiuta ogni trattativa se non gli è consegnata per intero almeno la regione del Donetsk. Che poi, va detto, se fossero davvero serie queste sanzioni non ci sarebbe stato bisogno di mettere a punto oltre 20 pacchetti in quattro anni...Certo Meloni ha bisogno di tenere unita la sua coalizione. con la Lega recalcitrante sulla difesa dell’Ucraina e lo spauracchio di Roberto Vannacci che, come su ogni scibile, è ancora più estremista. Anche se, a pensarci bene, fare il contrario di ciò che dice Vannacci potrebbe perfino portarle voti da lidi insospettati.Dunque la premier dovrebbe spendere il suo notevole capitale politico per spiegare ai cittadini il significato dell’aiuto all’Ucraina contro le ambizioni di Mosca. In gioco non è un conflitto «che non ci riguarda» quanto invece la difesa della nostra identità europea, del nostro sovranismo condiviso, fatto sia di confini sia di valori. Tra questi ultimi è il rispetto del diritto internazionale che impedisce a un Paese di prenderne un altro con la forza, armata o ibrida (attenzione!) che sia. L’avere chiuso un occhio per la Crimea nel 2014 non aveva accontentato Putin: l’ha reso più spavaldo.Un esempio Meloni l’ha davanti agli occhi: il neo premier inglese Andy Burnham ha fatto la sua prima visita estera proprio a Kiev, nella ricorrenza dell’indipendenza dall’Urss il 24 agosto. Lui è un uomo di sinistra: democrazia e diritti non dovrebbero avere colore politico.