Quando ha visto la montagna di acqua e fango dirigersi verso la scuola non ha avuto un attimo di esitazione. Zoyal Ghale, di appena 8 anni, è subito fuggito e si è arrampicato su un albero. Lui è uno dei bimbi sopravvissuti alle devastanti inondazioni che hanno colpito mercoledì il distretto di Rasuwa, in Nepal, provocando finora 675 morti accertati e quasi tremila dispersi. Ma è soprattutto un bambino fortunato perché è riuscito a ricongiungersi con la madre, che lo credeva morto, grazie anche all'aiuto di una giornalista della Reuters. A raccontare la storia sul sito dell'agenzia è la stessa madre, Matti Maya Tamang, 28 anni.
Quella maledetta mattina, Zoyal e il fratellino più piccolo erano andati a scuola, nel distretto settentrionale di Rasuwa. La mamma era rimasta a casa quando improvvisamente ha sentito un rumore fortissimo che l'ha allertata. "Sembrava un terremoto", racconta. Invece, era l'enorme massa di un ghiacciaio, vicino alla cima del Langtang Lirung, che è crollata nella valle, scatenando una valanga di fango e rocce, e travolgendo il Nepal settentrionale e il Tibet. La giovane si è subito precipitata alla scuola che dista 15-20 minuti di auto da casa, ma il paesaggio era irriconoscibile. "Non si capiva dove fosse la scuola, dove fosse il mercato. C'erano solo acqua, sassi e fango ovunque", ha detto.











