Genova, 29 agosto 2026 - Il colosso Mitsubishi, nel Giappone che invecchia e fatica a trovare lavoratori, si prepara a portare in fabbrica robot umanoidi. Questa prospettiva può valere anche per l’Italia, alle prese con l’inverno demografico?

“Assolutamente sì, con il nostro trend l’unica possibilità è l’automazione, in varie forme. La cosa importante è che siano macchine molto flessibili, che possano aiutarci a mantenere una produttività come minimo equivalente a quella attuale”. Secondo le stime di Morgan Stanley Research nel 2050 nel mondo i robot umanoidi saranno un miliardo, il 90% della produzione sarà destinata a impieghi industriali e commerciali

Giorgio Metta, ingegnere, è il direttore scientifico dell’IIT, l’Istituto italiano di tecnologia di Genova. Il suo nome è legato a filo doppio al progetto dei robot iCub, grandi come bambini di 3-4 anni, di cui è considerato il padre.

Su quali previsioni lavorate?

“Da qui al 2040 vedremo una diminuzione di lavoratori che si aggira intorno ai 3 milioni e mezzo di unità. Sono persone che vanno in pensione, un numero importante. In Italia ci stiamo attrezzando abbastanza ma non a sufficienza”.