di

Francesca Morelli

Lo afferma uno studio internazionale coordinato dall'Università Milano-Bicocca e pubblicato su Nature Human Behaviour. I comportamenti prosociali, cioè che aiutano gli altri senza aspettarsi niente in cambio, sono ancora più forti quando i piccoli decidono rapidamente

Socievoli, accoglienti, gentili con i propri amichetti e i compagni di scuola. Una caratteristica presente in tutti i bambini, almeno dai 3 ai 10 anni, ma con modalità che cambiano con la crescita, passando dall’istintività, cioè da decisioni prese «di pancia» a scelte deliberate, assunte dopo accurata riflessione. A guidare questo processo di cambiamento sarebbe proprio l’età. È quanto suggerisce uno studio, condotto da alcune università italiane, coordinate dall’Università di Milano-Bicocca, e da atenei internazionali tra cui il London School of Economics, l’Università di Stavanger in Norvegia, la Northwestern University negli Stati Uniti. I risultati di questa ricerca, che ha voluto valutare come questi comportanti prosociali, cioè la tendenza ad aiutare, condividere e cooperare con gli altri per favorire il loro benessere senza aspettarsi ricompense, insorgano e poi si stabilizzino nell’infanzia, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour e aprono la possibile strada a nuovi studi sulle scienze del comportamento, quindi a capire come favorire la crescita nei piccoli, sfruttando le loro migliori inclinazioni.