Per capire perché nella galassia Exor la salute sia riuscita a superare l'auto bisogna guardare soprattutto a Stellantis.

Il gruppo nato nel 2021 dalla fusione tra Fca e Psa, di cui la holding degli Agnelli-Elkann possiede il 15,5%, attraversa la fase più difficile della sua giovane storia.

Il 18 agosto il titolo ha toccato a Milano il minimo storico a 4,38 euro, riducendo il valore della quota Exor a circa 2 miliardi.Da poco più di un anno al comando come amministratore delegato c'è Antonio Filosa, che ha ereditato un gruppo in crisi dopo la gestione di Carlos Tavares.

La precedente strategia aveva puntato con grande decisione sull'elettrico, anticipando una velocità della transizione che il mercato non ha poi confermato.

A febbraio Stellantis ha così contabilizzato 22,2 miliardi di euro di svalutazioni e oneri straordinari legati al profondo reset della strategia, ammettendo di avere sovrastimato il ritmo con cui i clienti avrebbero abbandonato motori termici e ibridi.La prima vera grande risposta di Filosa è arrivata a maggio con FaSTLAne 2030, il nuovo piano industriale quinquennale da oltre 60 miliardi.