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Un attacco russo coi droni della notte tra venerdì e sabato ha causato almeno 27 morti e 42 feriti, facendo esplodere un magazzino dove c’erano munizioni nella zona di Bucha, alla periferia della capitale Kyiv. Più di 380 persone sono state evacuate, e sono stati mandati oltre 300 soccorritori.

Le forze ucraine hanno detto che nella notte hanno abbattuto oltre 233 droni russi e solo venerdì nella zona di Kyiv sono state diffuse 13 allerte per attacchi aerei, il numero più alto dall’inizio della guerra. Da giovedì, quando i lanci russi sono iniziati senza interrompersi, le allerte sono state 27.

Il governo ucraino non ha confermato se il magazzino fosse un deposito di munizioni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha sostenuto che fossero lì per errore, annunciando un’indagine per negligenza: «Quelli che l’hanno consentito devono rispondere delle loro decisioni. Ci sono delle regole: le munizioni non possono venire conservate vicino alle case o nelle zone residenziali», ha scritto sui social. Un deposito di munizioni è infatti un facile bersaglio di attacchi russi e se colpito l’esplosione è amplificata. È stata l’esplosione del magazzino a estendersi ai palazzi vicini.