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Nella notte fra mercoledì e giovedì un attacco russo con droni e missili contro la capitale ucraina Kyiv ha ucciso 15 persone e ne ha ferite altre 40, oltre a causare danni a decine di edifici. Sono state danneggiate strutture civili, fra cui case, magazzini e anche un ospedale pediatrico, in una zona a ovest del centro: le finestre sono state frantumate e alcune auto all’esterno hanno preso fuoco. Un’altra persona è stata uccisa nella regione attorno alla capitale, dove ci sono anche 7 feriti. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha proclamato venerdì 21 agosto come giornata di lutto cittadino.

L’attacco è iniziato poco dopo mezzanotte (ora locale) e attorno alle 6:00 c’è stata una nuova intensa serie di esplosioni. Sette delle persone uccise si trovavano nel quartiere di Solomyanskyi, quello in cui si trova anche l’ospedale. In tutto l’amministrazione cittadina ha detto che sono stati colpiti 12 punti della città, sia nella parte ovest sia in quella a est del fiume Dnipro, che attraversa la città.

Persone rifugiate in una stazione della metro durante l’attacco a Kyiv (AP Photo/Danylo Antoniuk)

Nelle ultime settimane l’Ucraina è stata particolarmente vulnerabile agli attacchi missilistici russi. Mentre riesce a intercettare in media il 90 per cento dei droni lanciati contro il suo territorio, le mancano i missili intercettori che servono ad abbattere i missili balistici, che sono molto più costosi e difficili da bloccare rispetto ai droni. La Russia ne è consapevole e recentemente ha iniziato a usare più missili nei suoi bombardamenti delle città ucraine. L’attacco di giovedì ha incluso anche alcuni missili da crociera.