Mentre a Ceuta è ancora emergenza migranti, la sinistra in Italia continua a buttarla in caciara osannando il suo idolo, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che nel frattempo è tornato in vacanza, felice e beato, nel Principato di Andorra.
Ma il 3 settembre, quando si presenterà davanti al Congresso riunito in sessione straordinaria, dovrà rispondere sulla mancata prevenzione della crisi. Infatti, i servizi segreti spagnoli avevano lanciato l’allarme e previsto l’invasione a Ceuta. Il 27 luglio e il 29, il giorno prima dell’ondata di quasi 80.000 migranti marocchini, erano state informate le autorità locali. Ma sia Sánchez che il suo ministro della Difesa, Margarita Robles, non hanno mosso un dito.
Schlein e la sinistra esaltano il modello Sánchez
Ricordate le arrampicate sugli specchi della sinistra italiana?
Il 1° agosto, nel corso di un’intervista al Tg3, la segretaria Pd, Elly Schlein, rivolse un duro attacco al governo, sostenendo che la Spagna avrebbe ottenuto risultati più significativi dell’Italia sul fronte dei rimpatri. «La Spagna ha fatto più rimpatri in 48 ore che non Meloni negli ultimi quattro anni, perché 48.000 persone sono già state riportate in Marocco», dichiarava spavalda Schlein.














