di
Chiara Corradi
La Procura non esclude nessuna ipotesi. Sequestrati due coltelli. L'allarme dato dalla madre: la figlia non rispondeva più al cellulare
È arrivata alla sua porta perché al telefono non rispondeva. Una preoccupazione che si è trasformata in pochi minuti nel peggiore degli incubi. È stata la madre di Sara Lodi, la 45enne trovata morta in casa giovedì sera, a dare l’allarme della scomparsa della figlia, dopo essersi recata nel suo appartamento, in largo Luchino Visconti 1, alla prima periferia di Parma. Erano circa le 17 quando, nello spiazzo ai piedi della palazzina, ha cominciato a registrarsi un viavai sempre più intenso tra ambulanze e forze dell’ordine: una presenza crescente che rendeva evidente che all’interno di quell’appartamento fosse accaduto qualcosa di importante.
L'ex marito e la figlia stanno rientrando in ItaliaAll’interno dell’abitazione gli investigatori hanno trovato il corpo senza vita della 45enne. Sul cadavere sono state riscontrate numerose ferite riconducibili a un’arma da taglio; mentre nell’appartamento sono state repertate vistose macchie di sangue e sequestrati due coltelli. Sono questi, al momento, gli elementi principali sui quali si concentrano gli accertamenti. Fino a tarda sera gli investigatori hanno lavorato all’interno della casa, cercando di ricostruire la sequenza degli eventi e di trovare una spiegazione a una morte che, al momento, presenta ancora molti interrogativi.Per questo motivo, allo stato attuale, non è possibile escludere nessuna delle due principali ipotesi investigative: «Né una matrice omicidiaria né una matrice suicidiaria», fanno sapere dalla Procura diretta da Alfonso D’Avino.










