Claire Zhang, cittadina canadese di origine cinese arrestata a luglio mentre lavorava allo Shape, era finita da mesi nel mirino della sicurezza dell’Alleanza. Una nuova inchiesta di La Lettre, Le Soir, Knack e Follow the Money ricostruisce l’episodio che avrebbe fatto scattare l’allarme e i fatti anomali avvenuti dopo il suo arresto. Sullo sfondo, la sicurezza dei sistemi cyber e di intelligenza artificiale della Nato
Per mesi era stata una stagista come altre all’interno dello Shape, il Supreme Headquarters Allied Powers Europe di Mons, in Belgio, il quartier generale dal quale la Nato pianifica e conduce le proprie operazioni militari. Poi qualcosa è cambiato. Prima i sospetti della sicurezza interna, quindi un episodio avvenuto ad aprile a pochi passi dall’ufficio del comandante supremo delle forze alleate in Europa. Infine l’arresto.
A ricostruire i passaggi che hanno portato al fermo di Claire Biwei Zhang, cittadina canadese di origine cinese, è una nuova inchiesta pubblicata da La Lettre insieme al quotidiano belga Le Soir, al settimanale Knack e alla piattaforma investigativa olandese Follow the Money. Zhang è sospettata dalla magistratura belga di spionaggio a favore di un Paese terzo e di partecipazione a un’organizzazione criminale. Le autorità belghe non hanno indicato pubblicamente quale sia il Paese in questione.






