A due settimane dall’inizio della scuola, al Sermig arrivano centinaia di pacchi di donazione con tutto l’occorrente per cominciare l’anno. Ne giungono ogni giorno da tutta Italia, anche tramite Amazon. I volontari li aprono, li smistano e li danno alle famiglie che non possono permettersi di spendere così tanto per il materiale scolastico. Arriva di tutto. Quaderni, penne e matite colorate ma anche vestiti e cibo. Un volontario apre l’ennesimo scatolone e dentro trova un biglietto: «Con questo materiale ti auguro di poter andare anche tu a scuola contento». Le ha scritte un piccolo studente che spera di poter dare le sue stesse opportunità a un altro a chilometri di distanza. Sono tonnellate le donazioni come questa, spedite all’Arsenale della Pace da tutta Italia. I mittenti sono persone che supportano la missione del Sermig. «Con alcuni gruppi di Vicenza, di Bergamo o di Mori in Trentino abbiamo stabilito una relazione continuativa - spiega Mattia Cignolo, figura di riferimento per la raccolta e lo smistamento delle donazioni all’Arsenale - Periodicamente organizzano raccolte sul territorio e ci fanno arrivare furgoni di materiale». In questo periodo i ritmi della distribuzione dei kit scolastici sono serrati. A oggi ne hanno distribuiti più di 500. Già più della metà dell’anno scorso, quando ne sono stati donati più di mille. Dentro ci sono zaini, astucci, matite, pastelli, pennarelli, penne, forbici, colla e quaderni, a righe e a quadretti. Non è materiale buttato a caso. Ci sono i kit destinati ai bambini dell’asilo, delle elementari con le righe adatte a ogni classe, o anche per le medie, con il materiale base per cominciare a fare disegno tecnico. Mentre da un lato si aprono i pacchi, dall’altro all’Emporio Speranza di via Pinerolo arrivano famiglie per chiedere un aiuto per i figli. La maggior parte delle volte sono nuclei con un Isee basso già seguiti dal Sermig: «Vengono sempre accompagnati con un volontario così si cerca di creare una relazione» spiega Cristiana Capitani, responsabile dell’Emporio. Qui si registra la richiesta e si prende appuntamento per la settimana successiva, il martedì o il giovedì. Khadija passa di qui ormai da tre anni: «Ho due figli e prendo il materiale che mi serve. Con il voucher della Regione riesco soltanto a prendere i libri oppure il tablet che serviva a mio figlio per la scuola». Il kit permette quindi di risparmiare sull’occorrente di base, visto che secondo Capitani «a meno di 40 euro uno zaino che non si rompa subito non lo trovi. E alla fine il materiale che diamo costerebbe tra gli 80 e i 100 euro». Gladys Geldres è originaria del Perù e racconta, per esempio, che l’anno scorso, appena arrivata a Torino non è riuscita a fare richiesta per il kit e «la spesa per i libri era di quasi 400 euro per ognuno dei miei due figli». Una volta ricevuto l’appuntamento, basta presentarsi all’Arsenale in piazza Borgo Dora nel giorno e nell’orario prestabiliti per ritirare il proprio kit. Arrivano circa 40 famiglie per volta. «Non chiediamo nessun contributo economico. Chiediamo solo il rispetto degli appuntamenti perché ci sia uno scambio reciproco e per non trattare le persone come povere» spiega Capitani. Oltre alle famiglie che già fanno parte dei progetti del Sermig, poi, ci sono anche persone che arrivano direttamente all’Arsenale per cui vengono preparati dei kit più essenziali, ma con l’occorrente indispensabile. Al termine dei turni di distribuzione, i bambini se ne vanno insieme ai genitori, con il loro nuovo zaino colorato in spalla e il sorriso in volto