La presenza militare degli Stati Uniti in Europa entra in una fase di riesame che potrebbe modificare la distribuzione delle forze americane nel continente. Il Pentagono sta predisponendo almeno quattro alternative sulla futura struttura del dispositivo, nell’ambito del processo avviato dall’amministrazione Trump. Secondo un documento visionato da Reuters, le proposte dovranno essere presentate al segretario alla Difesa Pete Hegseth entro il 6 novembre, mentre la procedura dovrebbe concludersi a dicembre.Il dispositivo statunitense comprende circa 80.000 militari e viene analizzato sulla base di diversi parametri: dislocazione delle unità, accesso alle installazioni, diritti di sorvolo e disponibilità delle infrastrutture necessarie alle operazioni. L’esame riguarda quindi anche le condizioni che consentono a Washington di mantenere prontezza, mobilità e capacità di proiezione nel teatro europeo. La predisposizione delle quattro alternative non coincide con l’approvazione di un piano di ritiro. Il Dipartimento della Difesa sta elaborando differenti configurazioni da sottoporre alla leadership politica, alla quale spetterà successivamente stabilire eventuali modifiche alla distribuzione delle forze e alla ripartizione degli oneri con gli alleati.Cosa sappiamoLa rilevanza militare del contingente americano non è determinata soltanto dalla consistenza degli effettivi. La collocazione delle unità, il livello di prontezza, la disponibilità di assetti specialistici e la possibilità di trasferire rapidamente uomini e mezzi incidono sulla capacità di Washington di intervenire nel continente.Basi aeree e terrestri, porti, depositi, nodi logistici e infrastrutture di trasporto costituiscono la rete attraverso cui viene assicurata la proiezione delle forze statunitensi. A questi elementi si affiancano i diritti di accesso e di sorvolo concessi dagli alleati, che possono incidere sui tempi di movimento e sui margini d’impiego operativo. Una riduzione degli effettivi accompagnata dal mantenimento delle principali installazioni e dalla concentrazione di assetti ad alta prontezza produrrebbe una configurazione diversa rispetto a una contrazione associata alla perdita di basi, infrastrutture logistiche o funzioni abilitanti. Il numero dei militari costituisce quindi soltanto uno degli elementi attraverso cui valutare la portata di un eventuale ridimensionamento.Il calendario prevede un passaggio intermedio il 18 settembre, con un briefing al quale dovrebbero partecipare il principale comandante statunitense in Europa ed Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la politica. L’incontro dovrebbe contribuire alla definizione delle opzioni destinate successivamente a Hegseth. Washington chiede maggiore responsabilità agli alleatiIl processo procede parallelamente alla richiesta dell’amministrazione Trump di trasferire agli alleati europei una quota maggiore della responsabilità per la difesa convenzionale del continente. Colby ha illustrato agli ambasciatori della NATO l’obiettivo di una difesa maggiormente guidata dagli europei, con gli Stati Uniti concentrati sul sostegno alle funzioni considerate strategiche. Il confronto riguarda anche le condizioni che consentono alle forze americane di operare dal territorio degli alleati. Washington ha trasmesso ai Paesi NATO un questionario riguardante spesa militare, strategia, acquisizioni, cooperazione e sostegno alle priorità della politica estera statunitense. L’accesso alle installazioni e le condizioni operative figurano tra gli elementi considerati nel quadro del riesame.Il burden sharing assume così una dimensione più ampia della sola spesa per la difesa. La disponibilità di forze, infrastrutture e funzioni operative costituisce una componente della capacità europea di sostenere la difesa convenzionale e di ridurre la dipendenza dalle risorse statunitensi.Comando e controllo, intelligence, sorveglianza, difesa aerea, logistica e mobilità strategica rientrano tra le funzioni che concorrono alla sostenibilità delle operazioni. L’impostazione illustrata da Colby prevede una transizione verso una difesa convenzionale europea più autonoma, mantenendo un ruolo americano nelle aree ritenute strategiche. Il 6 novembre la prima scadenzaIl 6 novembre rappresenta la principale scadenza intermedia del processo. Entro quella data dovrebbero essere completate almeno quattro serie di opzioni da sottoporre a Hegseth, circa un mese prima della conclusione prevista della revisione. La sequenza delle scadenze distingue la fase di pianificazione militare da quella decisionale. Il Pentagono dovrà definire le diverse alternative, verificarne requisiti e implicazioni operative e sottoporle quindi alla leadership del Dipartimento della Difesa.La revisione era stata annunciata a giugno da Hegseth nel quadro di una più ampia ridefinizione del contributo statunitense alla sicurezza europea. Il segretario alla Difesa aveva collegato il processo alla richiesta di una maggiore responsabilità degli alleati nella difesa convenzionale del continente, ponendo inoltre l’accento sull’accesso alle basi e sui diritti di sorvolo necessari alle operazioni americane.Un’eventuale riduzione del contingente non comporterebbe necessariamente una contrazione uniforme del dispositivo americano. Le alternative potrebbero prevedere la concentrazione delle risorse in determinate aree, il mantenimento delle funzioni prioritarie oppure il trasferimento agli alleati di specifiche responsabilità oggi sostenute dagli Stati Uniti.La decisione finale sarà assunta sulla base delle opzioni elaborate dal Pentagono e della successiva valutazione politica. Fino ad allora, la revisione resterà concentrata sulla definizione delle possibili configurazioni delle forze americane e sul rapporto tra contributo statunitense, responsabilità europee e requisiti operativi della NATO.
Ecco come gli Usa vogliono ridurre le truppe americane in Europa
La revisione della postura militare americana prende in esame consistenza, dislocazione, accesso alle infrastrutture e capacità operative del dispositivo statunitense. Almeno quattro opzioni dovranno essere sottoposte a Pete Hegseth entro il 6 novembre.









