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Monica Colombo

Dopo sei stagioni ha firmato per il Galatasaray per 12 milioni l'anno

«È un momento difficile. Ho salutato i miei compagni, mi hanno aiutato a crescere facendomi capire cosa significhi rappresentare il Milan.Ora però è arrivato il momento di dire addio». La Theao si è definitivamente disgregata. Finisce un’era con l’imminente partenza di Rafa Leao verso Istanbul: i protagonisti del meraviglioso scudetto vinto in rimonta nel 2022, grazie alle sgasate sulla fascia di Hernandez e Rafa, non sono più a Milanello. Leao, ormai corpo estraneo di una squadra da cui lui per primo aveva preso a inizio estate le distanze, dopo aver sfogliato la margherita delle opportunità, ha scelto. «Avrei voluto salutare i tifosi in un altro modo» ha detto Rafa ieri notte nella pancia di San Siro. «Sicuramente resterò nella storia del club perché so cosa ho fatto. La vita è così ma l’amore che ho per il Milan non finirà mai, da lontano li seguirò sempre. Mi piace il calcio di Amorim, auguro il meglio».

All’ultima curva il Galatasaray ha battuto l’Aston Villa nella corsa all’attaccante, il cui addio spacca Milano in due fazioni: i nostalgici per i (sempre più rari) colpi di classe contro i nauseati per la recente imperante indolenza. Attorno alla trattativa si sono cimentati agenti, intermediari, avvocati, tutti alla ricerca di un posto al sole: Gerry Cardinale segnalato nelle scorse sere a Montecarlo seduto da solo a un grande tavolo di Casa Cipriani ha trascorso ore e ore al telefono per districare la matassa. Ha avuto la meglio il club turco (che comunque conserva Osimhen come giocatore più pagato della rosa con 16 milioni più bonus) grazie all’insistenza di George Gardi, una sorta di autorità in materia di trattative con i club del Bosforo: il Galatasaray investirà una cifra vicina ai 45 milioni (che i rossoneri potrebbero utilizzare per arrivare a Omari Hutchinson, esterno 2003 del Nottingham Forest), fra la parte garantita e variabile oltre a destinare al Milan il 20% del ricavato da futura rivendita. Leao potrà così disputare la Champions e affrontare, ironia del destino, l’Aston Villa che era sulle sue tracce.