Al Pecci chiude domani Sospesi nel mondo, la mostra sul Laboratorio di attività espressive realizzato insieme al servizio di salute mentale adulti dell’Asl, un progetto nato nel 1993 con l’obiettivo di allargare le possibilità di espressione e comunicazione al di fuori dei tradizionali ambiti psichiatrici, favorendo l’inclusione. La mostra espone nell’area del foyer EduLab della Project Room una selezione dei lavori dei partecipanti e omaggia due persone che hanno partecipato al laboratorio fin dai primi anni, Irene Tortelli e Marco Baldi, con una retrospettiva delle loro opere.
Il titolo Sospesi nel mondo è stato scelto dagli stessi autori: Davide Apostolico, Marco Baldi, Delia Boboc, Maria Canelli, Elisabetta Carleo, Francesco Ciullini, Roberto Francini, Martina, Diletta Paoli, Luciano Righi, Consuelo Rossi, Anna Scrima, Irene Tortelli. Sono stati stati seguiti dal dipartimento educazione del Pecci e dalle educatrici della salute mentale Sabrina Tomasella e Francesca Frau, insieme alle arteterapeute di Eda Servizi Ambra Nardini e Claudia Masolini. La mostra è a ingresso libero: oggi e domani si può visitare dalle 10 alle 19.
"La dimensione legata alla creatività, all’espressività non verbale, allo stare in gruppo diventa un elemento fortemente terapeutico – spiega Francesco Raimondi, direttore dell’unità salute mentale di Prato –. L’attività artistica è un canale di espressione delle emozioni, diventa elemento identitario, accresce l’autostima e la consapevolezza di sé in una dimensione esterna ai tradizionali luoghi di cura". Il Pecci sostiene con convinzione questi laboratori: "I musei sono un luogo da vivere quotidianamente, in cui si può migliorare la propria vita attraverso il contatto con l’arte – sottolinea il direttore Stefano Collicelli Cagol –. Il museo che diventa anche strumento di supporto per la comunità conferma l’espansione del ruolo del Pecci verso nuove aree di interesse per le persone".






